2017 – Battle of Britain Air Show

2424 settembre 2017 – Duxford

L’antefatto:
Erano circa la metà di luglio quando mi è venuta un idea balzana. Perchè non tornare a Duxford in giornata, come nel 2014 (vedi il servizio qui)?
E, visto che ci siamo, perché non lo facciamo per un occasione particolare, tipo uno dei grandi Air Show che si svolgono periodicamente sull’aeroporto sede del museo? Il tempo di vedere che il prossimo evento è il Battle of Britain Air Show, in programma il 24 settembre, e lancio la sfida su Whatsapp. Rispondono in pochi minuti i soliti 4 pazzoidi e la macchina è piena. Prenotiamo i soliti voli da Bergamo per Stansted e l’avventura può cominciare.

L’avventura comincia con la sveglia puntata alle 03:15 ma l’alzataccia mattutina è leggera: si va a Duxford!
Doccia, vestizione, tiro su lo zaino con la fida Canon e tutto il corredo. Per l’occasione ho comprato al mercato dell’usato (ma l’oggetto è praticamente nuovo) un nuovo zaino fotografico, un Lowepro Slingshot 202 AW, più piccolo del Tamrac Expedition 7x che non ci sta in cabina, pagandolo veramente una stupidata. Il tragitto fino a LIME è privo di storia. Parcheggio,

faccio una panoramica degli aerei presenti in parcheggio, supero velocemente i controlli di sicurezza e mi fermo da Mc Donald per la colazione.
Raggiungo quindi gli altri componenti della spedizione. Anche il volo Ryanair è senza storia e così raggiungiamo EGSS con 20′ di anticipo, dopo aver sorvolato gli aeroporti di Woodbridge e Wattisham.

L’atterraggio è un po’ brusco ma mi godo un Jumbo in livrea all white in attesa di decollare dopo che abbiamo liberato. Fra i millemila ‘737-800 di Ryanair c’è anche il nuovo arrivato con la livrea Boeing e non me lo faccio scappare.

Il disbrigo delle pratiche di ingresso in Inghilterra e di noleggio sono velocissime e, dopo qualche patema d’animo a causa della guida sul lato sbagliato della strada, raggiungiamo Duxford. L’organizzazione, come sempre, è perfetta. Raggiungiamo il parcheggio in un lampo, superiamo i controlli di sicurezza per l’ingresso e siamo dentro. La prima sosta è per fare una nuova colazione: birra e panino con salsiccia e cipolle alle 08:58 ci stanno tutti.

Non ci posso credere: la flightline è lunghissima. Riconosco Spitfire e Hurricane ma sono talmente tanti che non riesco a contarli. Non esiste posto al mondo dove se ne possono vedere così tanti in un colpo solo. Davanti a me c’è il Bristol Blenheim Mk. I recentemente riportato al volo e utilizzato per le riprese di Dunkirk. L’emozione è fortissima. La “statica” è molto “inglese”: nessuna barriera fra il pubblico e gli aerei (non serve, lo sanno tutti che non ci si può avvicinare: perché metterle?), aerei distanti quanto basta dal pubblico e fra di loro per permettere agevolmente di fare le foto. Qui sanno esattamente cosa vuole il pubblico pagante: non è solo un Air Show, è un momento di Cultura Aeronautica e di omaggio ai piloti del secondo conflitto mondiale che difesero i cieli dell’Inghilterra dall’invasore nazista. 
Mi faccio la statica 3 volte prima di riuscire a uscire a cercare un posticino per riprendere la fase in volo dell’Air Show. C’è già gente dappertutto e la ricerca è complicata. Troviamo alla fine un posticino sulla collinetta che porta al museo dei mezzi corazzati. Prima di arrivarci però facciamo un pellegrinaggio al padiglione dell’USAFE (United States Air Force in Europe) a passeggiare sotto il B 52 e accarezzare il muso del mitico SR 71 Blackbird.

 

I voli cominciano con i decolli di 6 Hurricane che effettuano un po’ di passaggi, sia in formazione che singolarmente. Dopo l’atterraggio compare in cielo il maestoso Lancaster del Battle of Britain Memorial Flight , accompagnato da Spitfire e Hurricane della stessa associazione.
Lo spettacolo è serrato, senza pause: gli aerei si preparano al decollo e vanno in volo mentre gli altri velivoli compiono gli allontanamenti di raccordo dopo i sorvoli.

Purtroppo la posizione del sole è abbastanza frontale (la perfetta organizzazione inglese non è riuscita a spostarlo) e le fotografie ne risentono un po’ ma l’Air Show rimane superlativo.
Si prosegue con il Tiger Nine, pattuglione di 9 DH.82 Tiger Moth variamente colorati che dopo alcuni passaggi in formazione si esibiscono in sequenze di incroci mozzafiato. Mentre il cielo è occupato dai biplani De Havilland va in volo il P 40C All Metal della “The Fighter Collection” che si esibisce dopo l’atterraggio dei 9.

Si preparano intanto al decollo l’HA 1112 Buchon e i 2 Yak 3 che si affronteranno in un duello aereo con tanto di esplosioni a terra e fumo dagli aerei. La linea del Messerschmitt Me 109 è un po’ rovinata dal Merlin nel muso ma la nuova colorazione dell’aereo spagnolo contribuisce a farlo sembrare veramente il mitico aereo tedesco della 2a Guerra Mondiale: sarà anche per la svastica dipinta sulla coda?
Si prosegue con gli aerei della Prima Guerra Mondiale del “The Great War Display Team”: Fokker Triplane, Avro 504K, Sopwith Triplane e Sopwith Camel non si vedono spesso in volo, soprattutto (anche loro) conditi con esplosioni e fumi simulanti l’abbattimento.

Subito dopo vola una delle stelle della giornata: il bellissimo Bristol Blenheim Mk. I recentemente restaurato. Non lo “tirano” in manovre acrobatiche (d’altronde non è nato per quello) ma non lo risparmiano di certo.

Non starò qui a farvi la cronaca di tutta la giornata: troppo lunga. In cielo si è visto di tutto: B 17, MiG 15, Catalina, Corsair, Vampire, Sea Fury, Bearcat, Wildcat e Dakota. La giornata si è conclusa con il volo dei pattuglioni di Spitfire (13 in volo contemporaneamente!!!), decollati in scramble dal prato tutti insieme in formazioni di 3. Uno spettacolo da cardiopalma.

Il saluto finale è stato dato da una formazione epica: 10 aerei che simboleggiavano la giornata: il Blenheim scortato da 3 Spit, seguiti da 5 Hurricane e 1 Gloster Gladiator. Come simboleggiare meglio la Battaglia d’Inghilterra?

Il ritorno dal viaggio non ha avuto storia: leggero ritardo al decollo recuperato quasi interamente in volo sopra l’Europa, seguendo una rotta molto classica. 

L’Arrivo a Orio al Serio alle 23:20 e il successivo viaggio in auto da solo per tornare a casa è stata solo l’occasione per ripercorrere una giornata fantastica, indimenticabile, che qualsiasi appassionato d’aeronautica dovrebbe passare una volta nella vita. L’anno prossimo si replica il 22 e 23 settembre: lo rifacciamo?

A voi le foto